Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Un tuffo nel Passato - Parte II: Cartoni di Robottoni

Eccoci, a distanza di qualche giorno, alla seconda parte del post dedicato a quelli che attualmente chiameremmo Anime, ma che all'epoca non sapevamo come altro chiamarli se non "Cartoni Animati Giapponesi". Nella precedente puntata abbiamo parlato dei cartoni incentrati sui combattimenti, evitando volontariamente di includere quelli che presentavano robottoni giganti pilotati da uno o più personaggi. Questo perchè, da che mondo è mondo, i cartoni di robottoni formano un filone a sè stante. Come sempre, vi ricordo che laddove non riusciate a vedere i video su queste pagine, potrete visualizzarlo senza problemi su YouTube premendo l'apposito pulsantino!


Parlando di robottoni,  il primo da nominare, perchè è quello a cui mi sento più legato, è Daitarn 3, il mitico robot guidato da Aran Banjo contro i Meganoidi. Dire che questo cartone ha fatto storia è dire poco, con la sua supersigla coinvolgente, il supercarisma di Aran Banjo ed un merchandising non indifferente: ricordo che da piccolo, quando avevo ancora 3 anni, i miei genitori mi fecero trovare sotto l'albero di Natale il Daitarn 3 trasformabile, mentre mio fratello (all'epoca eravamo solo 2), ebbe la MechPatrol, l'auto di Aran Banjo che si trasformava per agganciarsi e diventare la cabina di pilotaggio del Daitarn. Forse, e dico forse, da qualche parte dovrei ancora avere il foglio con le istruzioni per trasformare il MechPatrol... almeno, fino a 5 anni fa era in un cassetto, ora non saprei...


Comunque, a prescindere dal fatto che io abbia anche una maglietta di Daitarn 3, ed i progetti per costruirlo come PaperCraft, questo rimane il robottone a cui son più affezionato. Poi ci sono anche robot esteticamente più fighi, ed altri più conosciuti... un esempio?
Il mio secondo preferito era composto da ben 3 parti: un'astronave, un robot umanoide ed uno con le sembianze di leone. Per i più ferrati nel campo, questi suggerimenti dovrebbero bastare ad identificare Daltanoius, un robottone con leone in petto, e corpo ricoperto di croci celtiche, che "odia gli stupidi, aiuta i deboli, dagli invasori ci difenderà". Il testo della sigla è quanto di più tamarro si potesse desiderare all'epoca: frasi come "togli le zampe o ce le lascerai", "ti spacca in quattro lui, ci fa una croce su, e tu non ci sei più" la fanno da padrone in una sigla coinvolgente ed epica, che raggiunge il suo apice con "tutto disintegra quando gli girano... le lame boomerang!"
Il video della sigla, poi, è una festa esagerata: dopo le prime immagini che presentano Daltanious e la sua trasformazione, si vedono tutti i personaggi che ballano, e cantano al ritmo della sigla stessa che, nelle versioni estese, non ci risparmia il clichè più in voga dell'epoca: la ripetizione delle immagini!


Chiedo scusa anticipatamente se, dopo aver parlato di leoni robot che si trasformano, non vi posto la sigla di GoLion/Voltron, ma si tratta di un cartone che non ho mai seguito troppo. Inoltre, non so dirvi per quale motivo, mi porto appresso fin dall'infanzia un odio verso quel robot...
Comunque, prima di continuare con i senatori del settore, voglio presentarvi il primo ed unico robottone Matrioska della mia infanzia. Trattasi di Godian, la cui sigla, tamarra un pelo meno di quella di Daltanious, parte con l'affermazione "Gordian è 3 robot". Evidentemente il periodo la concorrenza era così stretta, che per realizzare un prodotto di successo, hanno creato un robot che ne valesse 3! Oltretutto, nonostante il look del protagonista Daygo sia unico, la sua pantera Robot, Clint, ricorda molto il cane robot di Kyashan, Flender. Gordian e Kyashan sono due serie della Tatsunoko, quindi è probabile che per alcuni aspetti siano state riprese le idee di uno o dell'altro cartone. Tuttavia, per quanto mi possa ricordare senza andare a rivedermi la serie, le somiglianze tra i due prodotti delle Tatsunoko finiscono qui.


Per ora abbiamo presentato dei cartoni "di nicchia", che non tutti potrebbero conoscere (anche se nel caso di Daitarn 3, la cosa mi indignerebbe non poco!). Ora invece, passiamo a qualcosa di conosciutissimo. Si, perchè se parliamo di robottoni dei cartoni animati anni '80, ci sono 3 serie principali che saltano fuori in continuazione...
Credo che il simbolo dell'era dei robottoni sia una lettera: la Z. Perchè se dico Z e parlo di robottoni, chiunque arriverà a pensare che stiamo parlando di Mazinga Z, il capostipite del genere, partorito dalla geniale mente del creatore del genere, il mitico Go Nagai.
Mazinga Z, che tra un combattimento e l'altro si riposava nelle profondità di una base segreta, nascosta da una piscina, si contrapponeva ai Micenei, non alieni ma Terrestri con il solito obbiettivo della conquista del mondo. Il pilota di Mazinga Z era l'indimenticabile Koji Kabuto, ribattezzato con classico menefreghismo italico col nome di Ryo.
Il tratto di Mazinga Z è grezzo ed approssimativo, ma nonostante questo il robottone è in grado di entrare nei nostri cuori e non uscirne mai più. E, risentendo la sigla italiana, devo dire che ha compiuto una vera e propria impresa... se mi dovevo basare sulla canzone, non me lo inculavo manco di striscio!
Non ci credete? sentitela un pò...


Fortunatamente per noi, dopo qualche tempo la serie è stata rimpiazzata con l'evoluzione di Mazinga Z, ovvero il Grande Mazinga. Alla fine della serie infatti, durante un attacco nemico, Z subisce troppi danni e sta per essere distrutto, ma arriva il fratello magigore a dargli una mano. Da qui inizia la serie del Grande Mazinga, che è praticamente una continuazione di quella di Mazinga Z. Il primo robottone della storia dei cartoni, infatti, farà la sua ricomparsa ogni tanto, per dar man forte al fratellone. Assieme a lui combatteranno, a seconda dei momenti, Venus Alpha, un robot dalle sembianze femminili, che lancia missili dai seni(!!!), e Boss Robot, il più inutile dei tre, che più che altro si rivelerà un peso, fino a quando non verrà perfezionato dai suoi costruttori. 
Il Grande Mazinga, pilotato come ci ricorda la sigla da Tetsuya, è ovviamente più potente, più armato e più figo del suo predecessore; inoltre può volare in tutta autonomia, grazie a due ali retrattili, laddove il fratellino doveva aspettare l'arrivo di un "jetpack" di supporto, e spunta fuori da un gorgo marino, piuttosto che da una piscina che si apre in due.
La serie termina con la vittoria finale e definitiva sui Micenei, anche se non si è sicuri delle sorti subite dal cattivone di turno.


Pochi sanno che una decina di anni fa, una serie nominata Mazinkaiser vide la luce, composta da appena 7 episodi ed un lungometraggio. Questa serie, che riprende le vicende dalla fine del Grande Mazinga, è considerata dai fan più un omaggio a Go Nagai che una vera e propria continuazione. Anche perchè, cosa meno nota, la reale continuazione della serie la abbiamo in un altro cartone, chiamato Goldrake.
Goldrake, arrivato in italia ben prima dei suoi fratelli Mazinga, con il nome di Atlas Ufo Robot, nonostante cronologicamente venga dopo, ha stravolto il rapporto che c'era tra le tre serie. Infatti tra nomi differenti, traduzioni errate e trasmissione delle serie a tempi totalmente errati, Goldrake non è stata collegata ai due Mazinga se non in tempi recenti, anche se in effetti il design dei tre robottoni risulta simile.

Per l'appunto!

La serie racconta di Duke Fleed, principe stellare, che a bordo del suo Goldrake si rifugia sulla Terra per fuggire dall'impero di Vega. Qui viene adottato da uno scienziato, e prende il nome di Actarus, mentre Goldrake viene nascosto in un'astronave che prende il nome di Ufo Robot.
Ma dopo qualche tempo l'impero di Vega raggiunge la Terra, ed inizia una guerra spaziale che costringe Actarus e Goldrake a lottare per difendere il loro pianeta adottivo. Al loro fianco si schiererà un personaggio chiamato Alcor, dietro al quale si cela nientepopodimenochè Koji Kabuto, pilota del primo Mazinga (questo fatto è uno degli "errori di traduzione" a cui mi riferivo prima). Oltre ad Alcor, anche altri personaggi aiuteranno Actarus nella sua lotta contro la flotta di Vega, pilotando i componenti che potenzieranno Goldrake e lo porteranno alla vittoria.
Comunque, visto che nonostante tutto Goldrake è arrivato nello stivale italico prima dei fratellini, questa sigla è diventata immortale e conosciuta in tutto il territorio. Sfido chiunque senta la frase "si trasforma in un razzo missile" a non correre subito col pensiero a Goldrake ed alle sue insalate di matematica!


E che dire della sigla finale? forse più famosa della sigla iniziale... VAAAAAAAAAAA, DISTRUGGI IL MALE, VAAAAAA!


Ma nessun resoconto dei cartoni di robottoni degli anni '80 è completo, senza nominare quello che ha rivoluzionato tutto. Un robot il cui pilota non era nè all'interno, nè all'esterno... un robot che ERA il suo stesso pilota... Ecco, vedo il Big Shooter avvicinarsi in volo... non ci resta che saltare nel vuoto, unire i pugni ed urlare la frase di rito:

MIWA, LANCIAMI I COMPONENTI!!!

Ed ecco che arriva Hiroshi, l'uomo capace di trasformarsi in Jeeg Robot d'Acciaio!
La storia di Jeeg è diversa dal solito: una civiltà sepolta sulla Terra si sta per risvegliare, ed il padre di Hiroshi, scenziato di gran fama, si imbatte in un artefatto a forma di campana, che aiuterà gli Yamatai (questo il nome della civiltà scomparsa nel passato) a conquistare la Terra. Per cercare di impedirlo, miniaturizza la campana e la inserisce nel corpo del figlio, donandogli l'invulnerabilità. Alla morte del padre, Hiroshi ottiene dei guanti magnetici speciali, che gli daranno la possibilità, unendoli i pugni mentre li indossa, di diventare Jeeg Robot, nella cui forma combatterà il popolo Yamatai.
La peculiarità principale di questo cartone è la grande versatilità del robot protagonista. Jeeg infatti dispone di vari componenti, che gli permetteranno di combattere agilmente sia nello spazio che in fondo agli oceani, e in ogni altro ambiente si ritroverà. L'armamento di Jeeg è svariato: dai classici pugni razzo ai laser di ogni tipo, fino al potentissimo Raggio Protonico, che scaturisce dalla voragine rossa ad altezza ombelico, con il quale solitamente distrugge ogni nemico.
Una curiosità su questa sigla: racconta la leggenda che a cantarla fosse un giovanissimo Piero Pelù, leader dei Litfiba. In realtà Pelù era fin troppo giovane all'epoca, per avere una voce profonda come quella che conosciamo tutti. Questo però non gli ha impedito di incidere una versione di questa sigla cantata proprio da lui, che però non è mai stata commercializzata.
Beh, anche questa puntata di Un Tuffo nel Passato è terminata. Vi saluto, e vi lascio alla sigla del mitico Jeeg Robot d'Acciaio!

4 commenti:

Black75 ha detto...

Evvaiiiiii la seconda puntatone dei cartoni giapponippi!!!!!!
Ma qualcuno si è mai chiesto perchè il pilota del Mazinga Z nella serie Goldrake si riduce ad uno sfigatissimo ufo (prima) ed un velivolo volante dal look più figo ma altrettanto quasi inutile (non fosse che lo utilizzano per agganciarlo a Goldrake) dal nome altisonante quale Goldrake2 (dopo) e non utilizza il ben più utile Mazinga Z?
Dite che avrebbe rubato troppo la scena????
Comunque, tanto per legare più facilmente Goldrake agli altri due fratelli robot, basta anche soffermarsi sulle traduzioni non italiane dei nomi:
- Mazinger Z
- Great Mazinger
- Grendizer (da qualche parte perfino Goldorak, ma più insulso di tutti un nostrano doppiaggio del film Mazinga contro Goldrake dove lo si appella come Goldjack!!!)

Driller ha detto...

Si in effetti anche i 3 nomi originali dal suono simile avrebbero potuto aiutarci a capirlo... ma l'italia ci è venuta in soccorso obnubilando anche questa chance... che vuoi farci, è l'italia delle chance perdute... cme Koji Kabuto avrebbe rubato troppa scena a Tetsuya, quindi lo hanno relegato a mera spalla del protagonista... cmq mi son dimenticato di dire che recentemente (tipo nel 2005 o giu di li) era uscito un lungometraggio spin-off di tutte le serie di robottoni, uniti contro un unico nemico... è uno spettacolo da vedere!!! Se non ricordo male si chiama Dynamic Robot Wars, o qualcosa di simile... mo lo cerco e lo linko ;)

kurdt ha detto...

Cioè non mi hai messo VOLTRON! non capisci un cazzo di cartoni se non ti piaceva voltron.

Taaa ta ta taaaaa ta ta taaaaaaaaaaa!

Ta ta ta taaaa ta ta ta!

(Questa è la sigla, per chi non lo avesse capito)

Bastardo!

Ti tolgo il saluto!
Do fuoco al tuo paese!
Vi bombardo!

Driller ha detto...

Ma si, dai fuoco al mio paese, mi rendi solo felice :D
E cmq ero convinto di averlo scritto da qualche parte: Voltron non l'ho messo perchè non l'ho mai seguito, e sia la sigla che il cartone mi stavano antipatici!

Posta un commento