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Sei proprio tu, John Carter?

Dando la solita lettura veloce dei milioni di link vari su Facebook, ho notato un link scritto da un certo rrobe (non so chi sia, mea culpa), che parlava di John Carter, fenomeno editoriale fantascientifico e musa ispiratrice di quasi tutti i mondi fantastici prodotti dopo la sua pubblicazione.
Amando la serie sono andato a leggere, e mi son ritrovato in una lunga premessa sull'importanza di questa opera letteraria e sulla spiegazione del perchè abbiamo dovuto aspettare fino ad ora per avere un film di questo capolavoro. L'articolo è scritto bene, ed è stato diviso in due parti per facilitarne la lettura. Potete leggere le due parti QUI e QUI.
Questo mio post invece nasce dal breve commento che stavo lasciando a seguito della seconda parte dell'articolo di rrobe. Come ogni cosa che vado a scrivere, anche questo commento è velocemente cresciuto di dimensione, e così mi son trovato con un buon testo da condividere sul blog.
Ecco perchè vi riporto interamente il mio commento:
"Credo di essere uno dei pochi fortunati che ha conosciuto John Carter e Burroughs quando, alla tenera età di 10 anni, iniziai la collezione della collana Il Fantastico Economico Classico (i libri da mille lire dell'epoca, per intenderci). In quel periodo divoravo un libro dietro l'altro, senza pausa, e ricordo di aver pensato che per aver scelto Sotto le Lune di Marte come primo libro della serie, doveva trattarsi di un vero capolavoro.
A distanza di 20 anni la passione per i libri è più viva che mai, seppure tra impegni e passatempi vari il tempo per leggere si è ridotto ad un paio di ore prima di andare a dormire.
Ma nonostante questo, ricordo ancora le 4 letture, a distanza di anni, date alla saga di John Carter: ad ogni rilettura ritrovavo un mondo a me familiare, amici ed alleati di epiche battaglie, amori ed affetti.
Ed ora che possiedo tutta la serie di John Carter di Marte, e sto per vedere il film ho davvero paura che mi deluda. Nutro enormi aspettative da questa pellicola, ci rimarrei davvero male se il mio libro preferito, assieme al personaggio ed al mondo che rappresentano, venissero in qualche modo modificati per adattarsi al pubblico di Hollywood...
So che i film tratti da opere letterarie o videogiochi spesso incappano in questa moda, ma da idealista quale sono spero sempre che il prossimo film di questo genere sia il più fedele possibile all'opera da cui è tratto, perchè in fondo è di quell'opera che siamo profondamente innamorati..."
Ok, la memoria mi ha giocato brutti scherzi, ed effettivamente quando ho iniziato a collezionare Il Fantastico Economico Classico era l'inizio del 1994, perciò avevo quasi 13 anni... ma è arrivando all'ultima parte del commento che mi sono accorto di voler ribadire un mio pensiero: chi ha amato un'opera, letteraria o videoludica che fosse, non può aspettarsi una trasposizione cinematografica "simile" all'opera amata. Il film ispirato deve essere fedele... no, di più: fedelissimo all'opera originale.
Passi eliminare una o due parti non principali per motivi di spazio (come è successo per Tom Bombadil nel colossal de Il Signore degli Anelli), ma credo sia inaccettabile modificare la storia, aggiungere o togliere personaggi o fare leva su determinati aspetti della trama, quando in realtà si dovrebbe sottolineare tutt'altro...

Come dicevo nel commento, io AMO letteralmente John Carter ed il suo mondo, e ne uscirei pesantemente deluso da un film che non riproducesse fedelmente le sue atmosfere, i suoi personaggi, il suo carisma. Certo, quando leggiamo un libro ce lo immaginiamo sempre in maniera unica, lo idealizziamo e lo rendiamo "nostro", così che lo stesso libro, letto da persone diverse, risulti, nel nostro immaginario, differente ma allo stesso tempo simile. Perciò sono ben disposto ad accettare le minime differenze tra il Barsoom che c'è nella mia fantasia e quello che vedrò presto sul grande schermo.
Eppoi, in fin dei conti, mi basterebbe anche solo che Woola sia proprio LUI, e non una versione marziana di Stitch!
Chiudo riproponendo un paio di video del film John Carter.


Considerazioni sui Videogames

Prendo spunto da una discussione avuta su Facebook per introdurre una considerazione sui videogames.
Giusto oggi ho condiviso su Face un filmato relativo alle cinematics del futuro Diablo 3. Un amico, poco dopo, mi ha commentato il link asserendo che D3 sarà solo un upgrade di D2, e non porterà sostanziali differenze.
Attualmente sto ancora cercando di capire se il mio amico ha fatto questa affermazione per provocare una mia reazione, o se davvero la pensa così. Fattostà che ho cercato (e cerco tutt'ora) di farlo ragionare.
Seguitemi un attimo.



Recensione: Assassin's Creed Revelations

Come promesso, ecco la recensione dell'ultimo capitolo della meravigliosa saga della Ubisoft. Stavolta non sarò prolisso come sempre, quindi iniziamo subito quest'altro viaggio nell'Animus!


Revelations!

Non servono parole...

Tristezza da videogiochi...

Oggi ho giocato un altro pò a Gears of War 3, splendido gioco che i più conosceranno... Oggi ho raggiunto un punto della trama che mi ha fatto dire "basta, per oggi ho giocato abbastanza". Non parlo di una sessione di gioco troppo lunga e stancante, ma di una scena in particolare che mi ha rattristato a tal punto da togliermi ogni voglia di continuare a giocare.
Ho trovato questo video online, che vi spiegherà tutto quel che dovete o volete sapere... se siete tra gli amanti della serie e non volete anticipazioni, o se semplicemente odiate gli spoiler, evitate di leggere oltre...

Recensione: Machete!

Alzi la mano chi ha sentito parlare del Progetto Grindhouse.
Bene, vedo che in molti non sanno di cosa stiamo parlando... quindi procediamo con ordine.
Si narra che due grandi registi pulp, Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, si siano incontrati un giorno e, scoperto di possedere entrambi la passione per i "film doppi" che tanto andavano di moda decenni fa, si siano  poi messi d'accordo per creare un film che ispirato a questi canoni. Il film prese il nome GrindHouse, e mentre Tarantino diresse il primo segmento, Rodriguez diresse il secondo. Fu così che nacquero "DeathProof - A Prova di Morte" e "Planet Terror", che in origine vennero proiettati in minutaggio ridotto come un unico film, per l'appunto "doppio".
In questa doppia proiezione, però, apparivano dei Fake Trailer, anteprime di film che venivano presentati come "di prossima uscita", ma che in realtà non esistevano. E' successo però che alcuni di questi trailer son piaciuti così tanto agli spettatori, che per accontentarli si è deciso di girare davvero i film rappresentati. Questo è l'esempio di Machete.

Recensione: Cappuccetto Rosso Sangue

Ieri ho avuto una serata devastante, quanto può essere una festa di laurea con alcool a fiumi e rientro alle 7 del mattino. Quindi non chiedetemi dove ho trovato la forza per guardarmi questo film... forse era l'unica alternativa a mia disposizione che richiedesse il minimo sindacale di dispendio energetico. Questa è la mia scusa del perchè, in una assolata domenica pomeriggio di primavera son rimasto chiuso in casa a vedermi Cappuccetto Rosso Sangue, giustamente scaricato, visto e cancellato entro 24h.
Ma andiamo avanti.

Punto di non ritorno...

Nei film, nei libri, nei notiziari. Ovunque si parla di "punto di non ritorno", ma non si intende sempre lo stesso significato. I piloti di aerei ed altri mezzi di trasporto con questa espressione intendono il punto che, una volta superato, non consentirà più un rientro alla base per mancanza di carburante; Doc Brown, ne "Ritorno al Futuro 2", indicava con questa espressione il punto fisico sui binari oltre in quale lui e Marty McFly non avrebbero più potuto fermare il treno che spingeva la DeLorean; i politici ed i leader mondiali, intendono una situazione di tensione militare, oltre la quale c'è la guerra totale; gli ambientalisti dicono che, una volta superato il punto di non ritorno per ristabilire le condizioni climatiche della Terra, ogni nostro sforzo per salvare il pianeta sarà vano; alcuni invece lo usano per definire un limite di sopportazione nei rapporti con un'altra persona, oltre la quale c'è la rottura.
Ma tutte queste definizioni sono d'accordo nel definire il punto di ritorno come una situazione nella quale non si può tornare alla condizione precedente. Io credo di avere raggiunto questa famosa situazione.

Un tuffo nel passato - Parte IV: Varie

Eccoci, dopo vario tempo, alla quarta ed ultima puntata della mini-rubrica che ci ha portato indietro nel tempo, al periodo in cui senza preoccupazioni, ci gustavamo tutti i più bei cartoni animati di sempre: allora venite con me, per un altro Tuffo nel Passato, con alcuni cartoni che non rientrano nelle categorie gia viste di combattimenti, robottoni e demenziali.

Un tuffo nel passato - Parte III: Cartoni Demenziali

Eccoci a sfogare un pò di frustrazione sentimentale rivangando i vecchi tempi in cui delle ragazze ce ne fregava una cippa. Ovviamente sto parlando della terza parte di "Un tuffo nel passato", che non è fatto di pomodoro, ma di cartoni animati anni '80. Confido ricordiate il trucchetto per vedere le sigle, se non vi si aprono sul blog: tastino "YouTube" e potete vederle direttamente sul portale! Oggi parleremo di alcuni cartoni che hanno fatto delle risate la loro firma personale. Cartoni che si, avevano la morale, ma che tutto sommato il loro scopo principale non era insegnarci qualcosa, ma farci ridere, ridere di gusto. Alcuni erano pieni di nonsense, altri di scene al limite della scemenza, altri ancora si limitavano a rivedere, in chiave comica, personaggi ed aspetti di tutti i giorni. Insomma, chiamateli come volete, per me rimangono cartoni animati demenziali!

Gnocca della Settimana: Jennifer Connelly

Salve, e bentornati alla rubrica che risveglia i morti e sostituisce il viagra: la Gnocca della Settimana. Puntuali come sempre alle 10:30 di ogni domenica, e non perchè io sia sveglio a scrivere l'articolo per voi segaioli, bensi per la utilissima feature di Blogger, che mi permette di scrivere un sacco di articoli in una volta, e pubblicarli ad intervalli di tempo stabiliti.
Bene! questa domenica voglio lasciare da parte le signorine più giovani e poppemunite (tranquilli, le riprenderemo la settimana prossima), per parlarvi di una gnocca altrettanto poppemunita ma un pochino più datata che, personalmente, mi sogno fin dalla prima volta che l'ho vista in tivù. Sto parlando della sempreverde Jennifer Connelly, bellezza acqua e sapone classe 1970.

Un tuffo nel Passato - Parte II: Cartoni di Robottoni

Eccoci, a distanza di qualche giorno, alla seconda parte del post dedicato a quelli che attualmente chiameremmo Anime, ma che all'epoca non sapevamo come altro chiamarli se non "Cartoni Animati Giapponesi". Nella precedente puntata abbiamo parlato dei cartoni incentrati sui combattimenti, evitando volontariamente di includere quelli che presentavano robottoni giganti pilotati da uno o più personaggi. Questo perchè, da che mondo è mondo, i cartoni di robottoni formano un filone a sè stante. Come sempre, vi ricordo che laddove non riusciate a vedere i video su queste pagine, potrete visualizzarlo senza problemi su YouTube premendo l'apposito pulsantino!

Recensione: Dylan Dog

Lo so, è gia stata fatta da Drink, l'unico blog videoludico blablabla, ma sono appena tornato dal cinema dove, grazie alla scheda Cinema 3 ho potuto vedere questo film gratis, e siccome ero da solo devo raccontare a qualcuno com'era il film, e dove ha toppato, anche se in effetti scrivere che è un film dimmerda non va poi tanto lontano dalla verità.
Ma procediamo con ordine.

Un Tuffo nel passato - Parte I: Cartoni di Combattimenti

Ero lì, che cazzeggiavo davanti a YouTube (si, ho detto Tube, non Porn, che credete???), e tra una cosa e l'altra mi cade l'occhio sul filmato di una sigla dei mitici cartoni degli anni '80. La sigla in questione era quella de La Maga Chappy, ma non è questo il punto. Il punto è che, come sempre mi capita quando rivedo uno di questi video, prima di accorgermene mi son trovato a spulciare il Tubo alla ricerca di quante più sigle di vecchi cartoni potessi trovare. Ho ovviamente rinvenendo un sacco di perle, che hanno segnato la mia infanzia, e quella di milioni di altre persone. Li chiamavamo "cartoni animati giapponesi", perchè all'epoca non sapevamo cosa significassero Manga, Anime e altri termini analoghi. All'epoca ci bastava avere il telecomando in mano, che automaticamente ci si trovava su Odeon TV, o Junior TV, o TMC e così via, proiettati in quei fantastici mondi che la nostra mente infantile sapeva comprendere più di ogni altra cosa.

Gnocca della Settimana: Giorgia Surina

Sarà che la adoro fin da quando l'ho conosciuta su Junior TV, ma a me Giorgia Surina "fa sangue"!
E' l'incarnazione definitiva della donna dei miei sogni: intelligente, indipendente, intraprendente, grintosa, bella. Ma non la bellezza che ultimamente popola il mondo dello spettacolo (ovvero tettone, labbra rifatte e zigomi tirati). No, Giorgia possiede la leggendaria bellezza acqua e sapone, con i suoi occhi marroni e capelli castani, e con un sorriso che stordisce, e personalmente posso dire che mi piace sempre, qualunque taglio di capelli possa avere o qualunque vestito possa mettersi. Ho deciso che lei è la prossima GdS perchè mi piace davvero tanto, e da tantissimo tempo. Eppoi voglio renderle omaggio, visto che ha compiuto gli anni da poco, proprio quell'8 Marzo che è la festa della donna... quindi segno zodiacale Pesci... ed evitate battute volgari, please, che qui siamo in uno spazio serio!

Shock e controshock

Avrei voluto scrivere un post su Kyoko Fukada, giappognocca da paura che interpreta Miss Doronjo nel Life Movie di Yatterman, ma stasera ho trovato un altro argomento, sicuramente meno valido, ma diamine, la figa può aspettare!
Dicevo, ero li, a tavola a mangiare, e mi gustavo una delle serie migliori mai partorite da Sky, ovvero CSI. Sto parlando del vero CSI, il primo in assoluto, quello che poi, visto il proliferare dei cloni, è diventato conosciuto ai più col nome di CSI: Las Vegas. Insomma, Grissom e soci, ecco.
Si beh, tecnicamente Gil è sparito da un paio di serie, ed al suo posto ora c'è Katrine al comando della squadra, con Morpheus/Laurence Fishbourne come nuovo membro della scientifica.

Recensione: SkeletonMan

Dopo una lunga premanenza nelle terre del cinema trash, tempo fa mi vidi costretto ad un ritiro forzato a causa delle eccessive abboffate, e indigestioni, di filmacci tali che, a confronto, Troppo Belli (con gli irritanti e patetici Vitagliano ed Interrante) avrebbe fatto gli incassi di Avatar!
Ora, dopo aver raccolto materiale a sufficienza per nuove sperimentazioni autopunitive, mi son ritrovato, in compagnia di un amico, a visionare uno dei più sconclusionati titoli che siano mai stati girati, ed eccomi qui a recensirvelo (ADSL WARNING!).
Parlo di un film che sembra un frullato di Il Mistero di Sleepy Hollow, Predator, Fantaman ed i Nazgul versione cavaliere oscuro. E' Skeleton Man, pellicola che daterei al tardo pleistocene, se Wikipedia non mi fornisse prove certe che questa merda fossile è datata 2004. No, dico: Duemilaequattro!


Giorni spensierati

Sono appena tornato da un sabato con gli amici. Un Sabato in cui avrei dovuto avere una macchina a mia disposizione, cosa che effettivamente è accaduta. Peccato che l'auto sia priva di assicurazione, ed io di soldi, e mi trovi costretto ad aspettare l'arrivo di questa maledetta disoccupazione che tanto mi fa penare ogni anno.
Comunque, stasera ero l'autista sobrio designato, cosa che mi ha permesso di spendere poco e rimettermi alla guida di un'auto, dopo 5 mesi da passeggero ed autostoppista. Nonostante i timori di non ricordarmi più come si guida, ho constatato con piacere che è come andare in bicicletta, ed ho riaccompagnato tutti a casa senza il minimo intoppo, portando a termine una serata che chiude un gran bel ciclo di giornate divertenti.
Negli ultimi 10 giorni infatti ho passato un sacco di momenti piacevoli, tra svaghi, hobby e tsunami di telefilm. Ma la cosa più importante è stata che un amico, con i genitori in trasferta, trovandosi con la casa libera, ci ha permesso di fare quasi tutte le serate da lui. Il risultante raduno di giovani disadattati di cui faccio parte ha prodotto rilevanti quantità di spasso, il tutto debitamente innaffiato di birra. Abbiamo vissuto piacevoli giornate, con passatempi che variavano dal fare la pizza in casa, ai classici tornei di PES, alle partite in System Link con Left 4 Dead, ed alla scoperta di esilaranti programmi tivù,.

Recensione: Assassin's Creed Brotherhood

Metto da parte per una sera le speranze che nutro verso una ragazza che conosco, per venirvi a parlare di un altro gioco. Come promesso un pò di tempo fa, oggi vorrei sottoporvi la recensione personalissima di Assassin's Creed Brotherhood, terzo gioco della serie, che aggiunge succose novità, oltre ad una storia totalmente ambientata nella Roma del 1500, e ad una interessante modalità multiplayer. Ma venite con me nell'Animus 2.0 (o Baby, come si ostina a chiamarlo Rebecca), e vedremo di scoprirne di più. Ricordatevi come sempre all'ADSL Warning, visto che ormai è abitudine fornirvi recensioni lunghissime, dettagliate e zeppe di foto.

Alcuni dei brutti ceffi a nostra disposizione nella modalità Multiplayer

Per un buon risveglio...

Allora, lo dico chiaro e tondo: non sto lavorando, non ho un cazzo da fare, e non posso iniziare a pulire casa presto (anche i miei spesso e volentieri dormono fino a tardi). Percio alle 8 del mattino, quale che sia il giorno, state sicuri che sto ancora dormendo, soprattutto da quando ho l'Ics Bocs, che mi fa fare le ore mooooolto piccole! Anzi, io dormo fino alle 13 a volte, e non me ne frega un cazzo se per voi sono un fancazzista o qualsiasi altro termine vogliate affibiarmi. Come ho detto prima, non ho una minchia da fare, quindi non ha senso lasciare il dolce tepore delle coperte (soprattutto in queste giornate gelide) per iniziare la giornata inutilmente presto.