Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Idee per un libro

E' da un pò di tempo che ragiono sull'idea di scrivere una serie di racconti brevi a tema comune. Insomma, un libro contenente racconti che pur essendo slegati l'uno dall'altro, raccontano tutti dello stesso unico mondo, o delle varie avventure di un personaggio particolare, o ancora di strani oggetti... insomma, ci siamo capiti.
Perciò eccomi qui, a proporvi un altro raccontino breve breve, scritto tempo fa, facente parte di una serie di racconti che, mi accorgo solo ora, parlano di un mondo particolare...
Buona lettura!



Ero in un piccolo villaggio, mi trovavo in una piazza affollata, e tutta la gente mi guardava. Non capivo il perchè della loro attenzione nei miei confronti, ma gli sguardi pieni di ammirazione mi riempivano di un malcelato orgoglio. D'un tratto dalla folla si staccò una ragazza, vestita solo di una leggera tunica grigia, che avanzò con compostezza verso di me. Io ancora mi beavo degli sguardi della folla, e non mi accorsi della ragazza fin quando non si fermò, il suo viso ad un palmo dal mio. I suoi occhi di brace, verdi smeraldi lucenti, erano fissi nei miei, e sembravano scrutarmi fin nel profondo. Ebbi timore al pensiero che questa ragazza potesse leggermi dentro, e portare alla luce i miei difetti.
Per qualche istante restammo così, immobili, a fissarci negli occhi. Poi, improvvisamente, la ragazza fece un passo indietro e distolse lo sguardo, liberandomi dall'incantesimo che mi aveva avvolto. Ebbi così modo di vederla meglio: era alta circa un metro e settanta. Aveva un bel viso rotondo, incorniciato da lunghi capelli di un nero profondo, mentre i suoi occhi sembravano preziosi smeraldi, parte di un antico tesoro dimenticato. La linea del naso scendeva sinuosa verso una bocca carnosa e provocante. Le forme del suo corpo si indovinavano sotto la tunica, disegnando la figura di una giovane donna magra e formosa. Non era una classica bellezza tutta curve, ma possedeva un fascino particolare, quasi esotico, che la rendeva irresistibile. La sicurezza dei suoi movimenti e l'eleganza del portamento aggiungevano quel tanto che bastava a dare l'idea che la ragazza fosse una gran seduttrice.
Quando parlò la sua voce suonò dolce e melodiosa, degna di cotanta bellezza:
- Benvenuto Eroe. Il mio popolo ti è grato per i servigi che gli hai reso. Per favore, seguimi per ricevere l'agognata ricompensa prestabilita.
Nuovamente in potere di quel suo sguardo magnetico, la seguii senza parlare.
La ragazza mi guidò tra le capanne del villaggio, semplici casette di legno e paglia, tenute in piedi dalla speranza e da corde logore. Saltava subito all'occhio che questo villaggio versava in condizioni critiche: la povertà che aveva avvinto questo popolo era nuda visibile nelle vesti sgualcite e negli sguardi dei passanti, poveri reietti della società che non hanno più niente da perdere. Finalmente, dopo una decina di minuti, giungemmo in vista di un edificio ben più grosso rispetto agli altri che avevo visto finora. Qui la ragazza si fermò:
- La Dimora Bianca - annunciò solennemente.
Ebbi il tempo di apprezzare la bellezza della costruzione che mi trovavo davanti: la casa si alzava su due piani, e splendeva di un bianco pallido. La figura dell'edificio si fondeva con due grossi alberi che crescevano ai due lati; il tetto sembrava realizzato con i rami intrecciati, e le pareti parevano dirette estensioni della corteccia degli alberi. Un elegante uscio si schiudeva al centro della facciata, appena nascosto da una tenda di liane leggere. Non sembravano esserci finestre. Tutto attorno all'edificio vi erano piccoli arbusti che uscivano letteralmente fuori dalle mura della casa, contribuendo a dare l'idea che essa fosse un'essere vivo, ed una diretta emanazione dei due grossi alberi tra cui si trovava.
Quando la ragazza si mosse verso l'entrata dell'edificio, le liane si scostarono lentamente, mosse come dal vento.
Una volta superata la soglia, la ragazza alzò una mano nella mia direzione e mi fece segno di seguirla muovendo sensualmente l'indice. Non esitai minimamente e la seguii dentro la casa.
L'interno non era molto diverso dall'esterno: ovunque i mobili e le pareti avevano l'aspetto di piante ed arbusti modellati a formare sedie e tavoli. Nonostante l'assenza di finestre, l'ambiente era rischiarato da una luce pallida, come quella lunare, che sembrava emanata direttamente dalle pareti.
La ragazza mi fece salire una ripida scala a chiocciola, fino ad arrivare al primo piano, formato come il piano terra da un unico locale. In un angolo della stanza vi era una tenda di liane del tutto uguale a quella che copriva l'ingresso della casa. Ma stavolta la tenda serviva a celare un bellissimo letto matrimoniale a baldacchino. Come gli altri mobili, anche il letto era formato da rami intrecciati tra loro, ma il legno degli arbusti era differente, più scuro, e formava disegni sinuosi che salivano lungo le colonne, e si avvolgevano attorno alla copertura del letto. Da qui si univano al soffitto, fondendosi in un'unica struttura in legno, il cui impatto visivo era a dir poco notevole. Il tutto era completato da un giaciglio di foglie dai colori autunnali. Pensai che non esistesse artigiano in possesso di normali facoltà umane che potesse realizzare una tale opera d'arte. A ben pensarci, tutto l'edificio era qualcosa di spettacolare e fuori dalle capacità umane.
La ragazza si mosse verso il letto, e come poco prima le liane che formavano la tenda si scostarono al suo passaggio. Poi mi fece nuovamente cenno di seguirla. Mi feci avanti senza esitazione, e mi accomodai sul letto.
- Adesso riceverai la tua ricompensa - disse la ragazza, in piedi di fronte a me, poi fece scivolare a terra la tunica grigia che era il suo unico indumento, rivelando un corpo formoso ed una pelle candida.
Senza più parlare mi prese il viso tra le mani, e chiudendo gli occhi premette la sua bocca carnosa contro la mia. Senza sapere cosa stessi facendo, ricambiai il suo bacio, perdendomi tra le sue braccia. E mentre le nostre labbra cantavano all'unisono le nostre mani corsero frettolose sui nostri corpi, avide di forme e piacere.
Per tutta la sera andammo avanti in evoluzioni erotiche, dando sfogo al nostro desiderio l'uno dell'altra. Dopo momenti d'interminabile piacere, mi staccai da lei solamente per perdermi nuovamente in quegli occhi stupendi. Fu quello il momento in cui aprìi gli occhi, e mi ritrovai nel letto di casa mia, sudato fino al midollo e con una vistosa erezione. E mentre mi aggrappavo ferocemente al sogno che il risveglio divorava, riuscìi a salvare solo il ricordo di un paio di occhi di smeraldo che mi scrutavano nel profondo.

20 commenti:

Maroc ha detto...

Temo di non comprendere: dici che non potrai più postare foto di gnocca perchè sei sentimentalmente impegnato, però le "evoluzioni erotiche" letterarie sono permesse?
Io continuo a preferire Anaïs Nin...

Mah!

Maroc

Maroc ha detto...

Dimenticavo:
"E' da un pò di tempo che ragiono sull'idea di scrivere una serie di racconti brevi a tema comune".

TROMBARE.

Maroc

Driller ha detto...

Ho gia detto che per le foto di gnocche non c'entra niente essere fidanzato, non c'ho voglia e basta :D
E nonostante le apparenze no, il tema comune dei miei racconti non è il sesso.
Try Again.

Maroc ha detto...

Io try again quando tu post again.
Per ora sto ancora aspettando da sette ore e mezza un tuo SI o un tuo NO sul da farsi.

Maroc

Driller ha detto...

Mi hai cercato ovunque tranne che sul cellulare? complimenti...

Elthalas ha detto...

sì, un tema comune: I RACCONTIDIMMERDA!!

Maroc ha detto...

Veramente t'avevo cercato ANCHE sul cellulare...

Maroc

Driller ha detto...

@Elthalas:
Di grazia, cosa non ti garba dei miei racconti?

@Maroc:
Mi hai cercato sul cellulare dopo 8 ore, quindi dopo aver lasciato il messaggio qui... scusami se non ero in casa eh...

Maroc ha detto...

Lascia perdere Elthalas, che tanto ormai ha riconfermato la sua assoluta incapacità nel gestire un blog.
Ti ho cercato sul cellulare dopo 8 ore ove tu mi dicesti "Mi faccio sentire io".
Scusa se mi sono dovuto far sentire IO eh...
Merdaccia traditrice, per la prossima volta voglio film brutti più coinvolgenti di Ice-T rastaman e rincoglionito che picchia Rutger Hauer prete!

Maroc

Driller ha detto...

Hai ragione :P
Cmq per la prossima volta vediamo di organizzare serata bacherozzi :D

Black75 ha detto...

comunque, cazzaro che non sei altro: se lo pubblichi lo compro!
:D

Driller ha detto...

Sarai uno dei primi a saperlo allora ;)

Maroc ha detto...

Sapere cosa?
Che non pubblicherai mai?

Maroc

Driller ha detto...

No, Black sarà uno dei primi a sapere se e quando pubblicherò un libro. Poi non so quando capiterà, nè se succederà... ma ci sto lavorando :P

Black75 ha detto...

e Maroc non avrà mai la copia autografata!!!
così impara :P

diobrando74 ha detto...

Bè, casomai decidessi di realizzarlo, 'sto belìn di libro, fammi un fischio, che sarei ben lieto di realizzarne la cover (previo congruo pagamento, of course :D).
Ad ogni modo, che due palle i libri. Molto meglio i fumetti. Specie con i popcorn. E la coca cola.

Driller ha detto...

Beh, i fumetti sono a puntate, quindi l'hype (o la scimmia) ti dura di più... però con le immagini tolgono molto alla fantasia...
Senza contare di quanto costa collezionarli!!!

Maroc ha detto...

"e Maroc non avrà mai la copia autografata!!!
così impara".

Tranquillo Black. E' ordinaria amministrazione, sono le solite idee balzane di Driller. Ora che è sentimentalmente impegnato vedrai che l'idea del libro andrà scemando piuttosto alla svelta. Non ho fretta, posso aspettare altri quindici anni per una copia autografata. O venti.
O anche la mia morte.

Tanto non arriverà né l'autografo né la copia né niente. Driller innamorato è un'affronto alla tabella di marcia di qualsiasi scrittore :S

Maroc

Driller ha detto...

Vedremo Maroc, vedremo!

Maroc ha detto...

Sì, appunto.
VEDREMO.

Maroc

Posta un commento