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I miei Libri - Parte 3

Mi sgancio un pò da uno scontro insoddisfacente che porto avanti da qualche giorno e torno a parlare di libri.
Nella seconda parte della mia cronaca da lettore ho detto di aver divorato più di 40 libri in 6 anni di scuola.
Dopo la scuola, non essendomi iscritto all'università, dopo un anno sabbatico (modo elegante per dire che non avevo voglia di fare un cazzo), ho dovuto per forza di cose trovarmi un lavoro. Ovviamente l'unica cosa che potevo trovare era un impiego estivo in un ristorante, che mi ha tenuto lontano da casa per quasi tutta l'estate. In quel periodo, abbindolato dai privi veri stipendi della mia vita (beccatevi questo, paghette settimanali!), ho scoperto che mi piaceva un sacco spendere, e gran parte dei soldi sono spariti in acquisti che, dopo tanto tempo, fatico a ricordare.
Ricordo che è stato allora che ho comprato le prime miniature entrando in un tunnel da cui non sono più uscito: quello del modellismo. Ma questa è un'altra storia, basti sapere che nonostante le follie economiche di quel periodo, riuscii a spendere qualche soldo nell'acquisto di un pò di libri, iniziando la collezione di opere di Stephen King ed arricchendo la gia ben fornita biblioteca casalinga.
Eppure, nonostante questo, mi allontanai parecchio dalla lettura di libri, e per qualche anno rimasi pressochè inattivo, pur avvicinandomi ad alcuni autori ed approfondendo la conoscenza di altri: non ricordo quanto durò il più lungo periodo che affrontai senza libri, ma sono relativamente sicuro che non mi sia mai accaduto di rimanere senza leggere per più di 4 mesi, e detto da chi riesce a macinare un buon libro di mille pagine in una settimana è un esempio forte.
Non rimasi altrettanto inoperoso con i manga, e nei primi 2 anni di lavoro ebbi un vero e proprio boom di acquisti, iniziando prima una serie, poi un'altra, senza considerare minimamente l'impegno a cui andavo incontro. Dopo qualche anno mi trovai con la camera tappezzata di mensole e mensoline varie, 5 serie di manga terminate e altre 7 attive. Sia chiaro, non mi pento di essere diventato un collezionista di fumetti. Certo però che se lo avessi fatto con meno impulso e più organizzazione, all'epoca avrei avuto notevoli vantaggi economici (ovvero più soldi da gestire), ed allo stato attuale avrei una attività meno deleteria sulle mie finanze.
Ora conto 11 serie attive e 12 terminate, compro saltuariamente e solo nei periodi in cui lavoro, e stringo i denti nella speranza che alcune serie terminino in fretta.
I libri invece li ho riattivati da qualche anno. Perlopiù mi faccio prestare qualcosa dagli amici, (Sergej Luk'Janenko con la serie de I Guardiani, Ken Follet con I Pilastri della Terra), ma se posso compro sempre uno o due libri nuovi l'anno, a volte anche di più: negli ultimi 5 mesi ad esempio ne ho preso 5, di cui 2 ancora da leggere (la trilogia di Guerre del Mondo Emerso di Licia Troisi, un mattone di oltre 1500 pagine, e 1984, di Orwell, consigliatomi da un amico). Un paio di anni fa invece ho comprato il cofanetto della serie di John Carter di Marte, di Burroughs; un'altra volta invece è toccato al ciclo di Landover di Terry Brooks (fattomi regalare da mia madre per il mio compleanno).
A volte mi piace concentrare la lettura su libri di una certa categoria o di un autore in particolare, quasi avessi intenzione di approfondire la conoscenza di quel genere o quello scrittore. Mi capitò a suo tempo con Asimov: dopo il ciclo completo della fondazione lessi anche, in rapida successione, Io Robot, l'Uomo Bicentenario (prima che uscisse il film, parlo del 1996/97), Tutti i miei Robot, Il Secondo Libro dei Robot e Il Figlio del Tempo. Non contento lessi anche Civiltà Extraterrestri, un saggio scientifico scritto dallo stesso Asimov, in cui egli analizza, tramite calcoli scientifici, la possibilità dell'esistenza di altre forme di vita nell'universo. E' probabile che sia merito di questo libro se credo negli extraterrestri.


Recentemente invece mi son fissato con Fabio Volo, che per molti è uno scrittore mediocre ma che io trovo molto bravo nel rendere l'idea delle dinamiche sociali che ci governano la vita, e nell'analizzare i rapporti di coppia.
Questo modo di fare, questo concentrarmi su un autore o genere, mi ha dato modo di vivere i libri senza pausa, permettendomi di assimilare i pensieri, gli stili e l'essenza stessa che permea queste opere e sintonizzarmi sulla loro stessa lunghezza d'onda. Così, opera dopo opera, mi sembrava di riprendere un dialogo con un amico di lunga data. E questo mi aiuta a lasciarmi andare, ad immergermi nelle vicende di cui leggo, con una facilità disarmate. Certo, dopo una carrierà così attiva come lettore ormai mi capita quasi sempre di perdermi in questi mondi non appena leggo due righe di fila.

Insomma, ormai si sarà capito: così come la Clerici non può vivere senza cazzo, io non posso vivere senza libri; così come il cane è il miglior amico dell'uomo (e a volte anche della donna), il libro lo è per me; tra le 5 cose che mi porterei su un'isola deserta c'è una biblioteca; uso il libro come regalo e spesso lo ricevo anche con molta gioia; impazzisco sempre di felicità quando scopro che si farà un film da un libro che conosco, poi ci penso e mi preparo al peggio; penso che un film tratto da un libro sia sempre peggio dell'opera da cui si è ispirata la pellicola; in casa posso tirar fuori libri da ogni angolo, anche da un vecchio portacuscino che uso come angolo dimenticatoio; sono capace di cercare un libro a destra e a manca, dargli la caccia finchè non lo trovo, e fare i salti mortali per averlo (come mi è capitato con Diario Segreto di Adrian Mole, di Sue Townsend,  di cui ho letto un brano su una antologia 15 anni fa e che mi ha segnato dibbrutto convincendomi a trovarlo); applico ad ogni libro che leggo gli stessi principi che applico ai miei amici, di rispetto, fiducia, tolleranza e sincerità, e li tratto come se per me, dall'inizio alla fine del nostro viaggio insieme, fossero i miei migliori amici di sempre.
E dopo tutto ciò non ci si stupisce più di tanto di scoprire che il mio desiderio più recondito è quello di diventare uno scrittore di narrativa. Ed io non mi stupisco di provare, ogni volta che rileggo un mio racconto, quel piacere così intimo che mi fa capire di essere più un lettore che uno scrittore.

Beh, direi che questo è tutto... non sapevo che avrei avuto così tanto da dire, e forse c'è ancora qualcosa da aggiungere, ma se non mi è venuto in mente ora sarà per un'altra volta.
A tutti coloro che hanno letto fin qui non posso che fare un ringraziamento e chiedervi di continuare a leggermi! E soprattutto, fatemi sapere se avete Le Montagne della Follia, libro numero 4 della collana Il Fantastico Economico Classico, della Compagnia del Fantastico, edita da Gruppo Newton, che mi sono accorto giusto ieri che è sparito negli anni senza lasciare traccia alcuna...
Beh, vista l'ora direi che mi eclisso...
Notte!

8 commenti:

Mesic ha detto...

1984 è il mio libro preferito in assoluto, lo lessi direttamente in inglese. Abbiamo gusti diversi, te leggi molti fantasy o thriller io son più per i classici delle varie letterature e per i romanzi. Fabio Volo, ok non mi esprimo, anzi sì, scrive quello che la gente vuol farsi sentir dire ecco perché piace. Asimov li lessi alcuni ma mi angosciavano un po', non ci crederai ma gli ultimi libri che ho letto sono stati quello di chinaski (noto blogger), quello di elasti-mamma (nota blogger) e ora, come ti dicevo, ninna nanna di Palahniuk. Finito questo penso che dovrò dedicarmi a tutti i libri che ho da studiare per gli esami imminenti.

Driller ha detto...

Chinaski l'ho sentito nominare, mentre Elasti-Mamma no... ma posso solo immaginare di che parlano nei loro libri...
Il fatto che 1984 sia il tuo libro preferito è implicitamente un consiglio a leggerlo? :D
Beh, tanto prima o poi dovrò farlo :P
Il mio dilemma è se leggerlo ora o dare spazio ad altre opere, visto che vorrei arrivare a fine mese con 12 libri letti in 12 mesi... lo so, è un pò da cazzoni, ma potrebbe essere il mio record, eppoi, consideriamo che l'anno scorso ne avrò letto massimo 2, quindi...

benzinagricola ha detto...

Asimov mi cambiò la vita quando avevo 13 anni e lessi il sole nudo. Realizzai di essere destinato ad una vita indefessamente, sprezzatamente e lungamente nerd.

Driller ha detto...

Io non riesco ad identificarmi appieno in queste categorie... insomma, un Nerd in america è esperto di computer, intelligente ma non riesce a socializzare, cosa che io so fare piuttosto bene. In Italia un Nerd è gia più sociale, ma rimane comunque troppo distante dal mio esempio; un Geek è paragonabile ad un Nerd americano, quindi per lo stesso motivo non mi somiglia; un Otaku forse, ma non sono così ossessivamente maniaco di anime, manga e videogames come loro... cioè, guardo anime e leggo manga, e gioco ai videogames, ma non nella misura in cui lo fanno loro.

Insomma, sono un misto dei 3 :P
Sono un geerdaku XD

benzinagricola ha detto...

Geerdaku da oggi farà parte del mio dizionario quotidiano. Così ho deciso!

Driller ha detto...

Secondo te come si dovrebbe pronunciare? Io credo Ghirdaku, visto che Geek si pronuncia Ghik... o sbaglio?

kurdt ha detto...

Dunque, Asimoov è nella mia personale classifica dei 15 top7fighi/geni che pisciano in culo a tutti gli altri.
Quindi hai tutta la mia stima.

Fabio volo invece fa cagare lucertole da quanto è viscido e plasticoso, ma son gusti (i miei).

I tuoi sono disgusti (almeno riguardo a volo).

Come avremmo fatto senza i manga?

Hai letto alita, di Kishiro?

Driller ha detto...

Letto? Alita lo sto collezionando dibbrutto XD
Appena ho un pò di tempo (leggasi "appena riesco a staccarmi dall'xbox" vedo di fare un pezzo su tutti i manga che stazionano in casa mia XD).

Beh, Volo in effetti come mi ha fatto notare Mesic dice quel che la gente vuol sentirsi dire, ma mi piace perchè riesce a mettere in parole alcuni pensieri che io non riesco neanche ad esprimere...

Concordo su tutta la linea per Asimov, è un grandissimo!

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