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Raccontino breve breve

Ecco a voi un altro raccontino ino ino ripescato sul piccì, pronto per essere leggiucchiato da voi...
... ebbene si, voglio tenere aggiornato il blogghe ma non so cosa scrivere, quindi riciclo spudoratamente materiale vecchio... ma potete biasimarmi?
Vabè, vediamo se dopo questo racconto mi perdonate!
Ah, dimenticavo, si intitola Caccia Notturna.




Nel vicolo buio non c'era anima viva. Anche i topi avevano smesso di percorrere quell'ameno passaggio da tempo, nonostante i cumuli di spazzatura sparsi per terra, pieni di avanzi di cibo.
Qua e la il terreno non più perfettamente piano come un tempo, presentava buche di varia grandezza, alcune ancora piene di acqua dell'ultima pioggia.
Improvvisamente una figura agile sbucò dalla strada, infilandosi nel vicolo. Alle sue spalle, in lontananza, si udivano dei tonfi a ritmo sostenuto, che si facevano via via più vicini. La figura si accucciò dietro un cassonetto, al riparo nel buio, ed attese. Pochi istanti più tardi un'ombra gigantesca oscurò del tutto il vicolo, ed improvvisamente i tonfi cessarono. Il silenzio innaturale di quel momento distorse la normale percezione del tempo, che parve allungarsi all'infinito. Poi, strani rumori meccanici ruppero il silenzio, ed il tempo riprese a scorrere. L'ombra si mosse con i suoi passi pesanti, e la luce riprese ad illuminare il vicolo. La figura trasse un profondo sospiro di sollievo, e si arrischiò a sporgersi oltre il riparo improvvisato, rivelando un viso femminile imperlato di sudore. La donna sgattaiolò fuori dal nascondiglio, e proseguì la sua fuga per una via adiacente. Nonostante fosse sfuggita al suo inseguitore, era ancora in guardia, pronta a reagire ad ogni minaccia. Fu solo dopo una decina di metri immersa nel silenzio più totale che si accorse che qualcosa non andava. Si bloccò immediatamente, giusto in tempo. Davanti a lei uno dei muri laterali del vicolo si frantumò sotto il peso di un attacco devastante. La donna scattò repentinamente all'indietro, riuscendo a sottrarsi all'attacco, ma cadde sulla schiena battendo la testa.
Perse conoscenza per pochi secondi, e quando si riebbe si ritrovò immersa in una nube di calcinacci, polvere e sporcizia varia, sollevata dalla caduta del muro. Una gigantesca mano di ferro uscì dalla nebbia cercando di afferrarle un piede e trascinarla, ma la donna fu più rapida e in pochi istanti era di nuovo in piedi, in fuga. La notte venne squarciata da un urlo spaventoso, che non aveva niente di umano, e che ricordava la nota acuta di una sirena antiaerea. La fuggiasca si azzardò a dare un'occhiata di sfuggita alle sue spalle, prima di svoltare ad un angolo che l'avrebbe portata di nuovo sulla strada.
Il colosso metallico che la seguiva aveva solo un vago aspetto umano. Era alto quanto due uomini, sbuffava e ringhiava ad ogni passo. Il viso della creatura pareva coperto da un elmo medievale provvisto di corna esagerate, e gli occhi erano costituiti da due fessure strette che emanavano una luce verde sovrannaturale. La testa era incassata tra due spalle possenti ed un ampio torace. La creatura era letteralmente ricoperta di punte, lame e ganci, ed avanzava sia a due che a quattro zampe.
La vista del suo inseguitore quasi paralizzò sul posto la donna, che era comunque provvista di un ottimo sangue freddo. Riuscì a non indugiare oltre quell'occhiata rapida e proseguì la sua fuga.
Poco prima di sbucare sulla strada la donna si accorse di un movimento oltre il vicolo, e capì di trovarsi in trappola.
Ma non si arrese, nè ebbe la più piccola esitazione: fermarsi l'avrebbe sicuramente condannata, proseguire poteva portarla allo stesso risultato oppure no, e di fronte alla morte anche le più piccole speranze sono degne di essere prese in considerazione. Correndo verso l'imboscata che la attendeva sulla strada, la donna si preparò a spiccare un salto. Quando fu a due metri dalla fine del vicolo piegò le gambe e con tutta la forza che aveva in corpo si tuffò sulla strada. Tutto successe in fretta: la creatura che la aspettava sulla strada, del tutto identica a quella che la inseguiva nel vicolo, colpì col suo pesante pugno per terra, mancando il suo bersaglio per una questione di millesimi di secondo; l'altro inseguitore, sbucando dal vicolo, alla vista della donna riversa per terra caricò alla cieca, travolgendo il suo gemello rovinosamente. La donna, che nel tuffarsi si era procurata qualche escoriazione, si mise in piedi con un grande sforzo di volontà. I suoi inseguitori, avvinghiati l'un l'altro in un ammasso informe di lamiere, circuiti e pistoni, cercarono invano di rimettersi in piedi per raggiungere la fuggitiva, mentre questa si allontanava, ormai fuori pericolo, nella notte.

8 commenti:

kurdt ha detto...

Mi avevi chiesto un giudizio, non posso dare giudizi, ma modesti consigli si ;)

"Show, don't tell"

Driller ha detto...

Ok, conosco l'inglese e so tradurre la frase... ma in definitiva che vuoi dire? :D
Intendi dire che devo riuscire a farti immaginare le cose e non mi devo limitare a raccontartele?

kurdt ha detto...

Voglio sentire la paura, vederla, annusarla, se mi dici "spaventata" non mi agganci.

Devi fare in modo che quello che legge possa arrivare a respirare la tua storia.

L'idea è anche interessante, ma non riesce a portarmi nel "tuo" mondo, principalmente mostri poco quello che succede, (Il mostro è mostrato egregiamente ad esempio) ma racconti molto.

Ora raccontare è fondamentale, ma in un racconto breve come questo, voglio sangue sudore e morte .

Ora ti prego, non prendermi per un rompicazzo, sono il primo a sbattere la testa su queste tecniche narrative, e magari mi sbaglio.

Kurdt

Driller ha detto...

Noooo, ma scherzi, quale rompicazzo? sei uno dei pochi che mi dice per filo e per segno cosa posso migliorare, e non posso che fare tesoro di queste cose ;)
Beh, devo lavorarci, ovvio, altrimenti sarei il nuovo Stephen King XD
Ora come ora sto cercando di scrivere qualcosa per lasciare una parte del racconto alla fantasia del lettore, ed incuriosirlo. Credo sia un ottimo modo per catturare il lettore.
Oltretutto ho paura di rallentare troppo il ritmo del racconto se mi metto a scendere in dettagli o descrizioni varie... ad esempio durante la parte finale della fuga, se mi fossi dilungato a descrivere le sensazioni a cui la protagonista andava incontro avrei forse stancato il lettore.

Poi questo racconto non è attualissimo, come ho detto nell'introduzione del post avrà circa 2 annetti... nel frattempo ho scritto altro, e credo si essere migliorato o almeno di aver evoluto il mio stile...
Magari potrei rivedere questo racconto e riadattarlo con qualche cambiamento... ci penserò ;)
L'importante è che finalmente mi sia deciso a far leggere le mie cose in pubblico, in modo da poter capire cosa e come migliorare ;)

Nel frattempo ti ringrazio per essere così di supporto ;)

kurdt ha detto...

Se mi passi la tua mail,e se parli inglese, ti mando un regalo.

Driller ha detto...

Si, parlo inglese :P
Per la mail manda pure a driller81@ymail.com ;)
Son curioso di sapere :P

kurdt ha detto...

Inviato.

Buona fortuna adesso.

Driller ha detto...

Ricevuto, grazie per il pensiero.
Li leggerò appena ne ho tempo ;)

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