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I miei Libri - Parte 2

Accantono per un pò i lavori sul template del blog e torno a parlarvi dei libri e del rapporto che ho con loro.
Dopo la serie de Il Fantastico Economico Classico, o come li ho sempre chiamati "i libri da mille lire", ho dovuto procurarmi i libri in altro modo. Ecco allora la scoperta delle biblioteche. Sapevo gia da tempo dell'esistenza di posti in cui poter prendere libri senza pagarli, a patto poi di restituirli entro un certo termine. Ovviamente la cosa mi ha incuriosito fin da subito, ma fin quando ho avuto qualche spicciolo da spendere per i libri ho sempre preferito comprarli.
Poi, crescendo, ho iniziato a spendere la mia paghetta settimanale per bisogni più immediati, ed i libri son passati poco per volta in secondo piano, finendo nella lista degli acquisti una tantum.

La prima volta che sono entrato nella biblioteca del paese avevo la sensazione di entrare in casa di uno sconosciuto. Camminavo piano, per non far rumore e non disturbare. Dietro una piccola scrivania piena di carte e cancelleria varia c'era una graziosissima ragazza, che mi ha accolto con un meraviglioso sorriso. Non potevo iniziare la mia avventura nelle biblioteche meglio di così.
Ricordo che la bibliotecaria si accorse subito della mia passione per la lettura. Ma a quell'epoca se ne sarebbe accorto chiunque al suo posto: prendevo due libri alla volta, e li riportavo appena finiti, la settimana successiva, per prenderne altri. Lei era molto disponibile ad aiutarmi nella ricerca di libri interessanti, e ci metteva tutto l'entusiasmo di cui può essere capace una persona. A volte mi permetteva di prendere anche tre libri, e non si arrabbiava mai se riportavo i prestiti con qualche giorno di ritardo.
Ancora non so dire quando o perchè ho smesso di andare alla biblioteca comunale. Forse è successo il primo anno delle scuole medie. La scuola che frequentavo aveva una biblioteca ben fornita, ma le persone che ci lavoravano erano di un disordine unico. Non sapevano mai dove si trovasse un libro, ed a malapena sapevano dirti se il tomo che cercavi era gia in prestito o sepolto tra una montagna di altri volumi.
L'unica cosa positiva della biblioteca delle medie fu la scoperta dei libri game.
Ancora adesso porto dentro quel ricordo, e più di una volta ho cercato di recuperare su internet dei volumi che ricordavo bene, riuscendo anche ad aggiudicarmi qualche libro, ma niente di significante. Giusto recentemente ho trovato alcuni volumi della serie di Lupo Solitario, di Joe Dever, l'autore di un'altra collana che mi ha segnato in modo indelebile: I Guerrieri della Strada. La serie era ambientata in un futuro post-atomico alla Mad Max. Mi aveva sempre impressionato la possibilità nel libro di poter scegliere il calibro delle munizioni, e godevo come un matto quando polverizzavo gli avversari con un colpo di striscio di shotgun calibro 12. Ancora adesso, quando con mio fratello parliamo di calibro 12 ci torna alla mente quella fantastica serie. La tengo come una reliquia. Tra l'altro Joe l'ho beccato al Lucca Comics del 2009, e dopo avermi fatto autografare una maglietta mi son pure fatto una foto insieme a lui.



Come si nota dalla mia espressione (sono quello di destra) non stavo nella pelle dalla contentezza. Non avevo ancora realizzato sul momento che quello è stato un incontro importante, con uno degli idoli della mia infanzia.
Ma torniamo a noi. Le biblioteche sono sempre state un punto di riferimento importante per me. Ricordo che quando fu il momento di scegliere che scuola frequentare alle superiori, una delle prime cose su cui mi informavo era se gli istituti che visionavo avessero una buona biblioteca. Quando scelsi finalmente che scuola frequentare, una delle prime cose che feci fu quella di recarmi in biblioteca, iscrivermi, e prendere un libro.>
In quel momento non era importante quale libro stessi prendendo, mi interessava solo sondare il terreno per verificare effettivamente che la biblioteca ed il suo personale rispondessero adeguatamente alle mie aspettative. Proprio in questa biblioteca conobbi una persona che ancora adesso ricordo con affetto: la signora Pennini. Con la sua cordialità e voglia di aiutare chi cercava un libro mi ha riportato più volte alla mente la ragazza della biblioteca comunale, la mia prima biblioteca.
Mi piace pensare che nei 5 anni che seguirono io e la signora Pennini diventammo amici, e anche se ai suoi occhi sarò stato solo uno dei tanti alunni con la passione per la lettura, lei per me fu una guida spirituale nel mondo della letteratura. Ricordo che dal secondo anno in quella scuola, dopo aver ottenuto l'esenzione dalle lezioni di religione, non potevo rimanere in aula durante quell'ora, e mi rifugiavo in biblioteca. Mi piaceva da matti stare li, girare tra gli scaffali e spulciare i libri. E quando ne beccavo uno, arrivato da poco e non inserito ancora nel registro della biblioteca, me lo prenotavo subito per la lettura. Spesso, se in quel periodo non stavo leggendo niente, costringevo la bibliotecaria a catalogare subito il libro nuovo per permettermi di prenderlo in prestito. Che nostalgia.
Quando arrivai in quinta superiore, come sempre all'apertura dell'anno, mi recai in biblioteca, ed ebbi un'amara sorpresa. La signora Pennini non c'era più. Ormai non ricordo più se si era trasferita o era andata in pensione, ma ricorderò per semprela delusione che provai incontrando la nuova bibliotecaria.
Forse fu per questo motivo che in quell'anno le mie visite alla biblioteca si fecero più rare, non so.
Alla fine dell'anno mi recai in biblioteca prima della chiusura del trimestre e l'inizio degli esami di maturità, e chiesi alla nuova bibliotecaria se potevo avere la mia scheda dei prestiti. Sulle prime la signora fù un pò titubante, poi vedendo che popò di curriculum ci stava riportato sopra mi fece pure la dedica, con un augurio che la mia passione per la lettura non finisse mai. L'ho adorata per questo.
Conservo ancora quella scheda con gelosia, e se mi capita, mettendo in ordine, di rivederla, mi soffermo sempre a pensare a quel periodo. In 6 anni di superiori ho preso in prestito più di 40 libri dalla biblioteca scolastica. Nella scheda purtroppo non ci son segnati i titoli dei libri, solo i codici del sistema di classificazione decimale di Dewey. Tuttavia ricordo che è stato in quegli anni che ho conosciuto Tolkien, Asimov, Brooks, ed approfondito la conoscenza di Stephen King e compagnia cantante. In quel periodo lessi i primi 7 libri del ciclo di Shannara, il primo del ciclo di Landover, Tutti i miei Robot, Il ragazzo del Tempo e il ciclo della Fondazione di Asimov, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli, il Silmarillion, Racconti Ritrovati e Racconti Perduti di Tolkien, Occhi di Drago, Christine, Cujo, La Lunga Marcia, Il Talismano, L'uomo in Fuga, Il gioco di Gerard, Stagioni Diverse, Pet Cemetary, L'incendiaria e La casa del Buio di Stephen King.
Uff, fare questo elenco mi ha un pò debilitato il cervello, anche se mi ha fatto piacere tornare con la mente a tutti questi "compagni" del passato, sfiorarli con la mente nel ricordo dei mondi racchiusi nelle loro pagine.
Siamo a buon punto, la prossima parte sarà quella finale, lo prometto!

2 commenti:

Maroc ha detto...

"Ancora non so dire quando o perchè ho smesso di andare alla biblioteca comunale".

Il perchè è molto semplice. Perchè quei bastardi dell'amministrazione l'hanno CHIUSA per anni.
E ora che ha cambiato sede ha perso tutto il fascino del SILENZIO di anni fa.

Maroc

Driller ha detto...

Beh, io ho smesso di frequentarla prima che la chiudessero :P

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