Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Amore passeggero

Accantono un pò le solite note del blog per parlarvi di Roxy.
L'ho conosciuta una sera, in un birrificio.
Ero con amici, festeggiavamo la nascita del figlio del fratello di un amico, praticamente festeggiavamo il neo zio. Per me, e forse per altri, era solo una scusa per staccare dalla monotonia delle solite giornate, ed affogare tutti i dispiaceri in una pinta di birra, mentre si facevano due risate con gli amici.
La serata si prospettava noiosa e piena delle solite paranoie, perchè non avevo tanta voglia di uscire, attraversavo un periodaccio, e la mia voglia di fare baldoria era ai minimi storici. Comunque mi son costretto ad accettare lo stesso l'invito, convinto che una serata fuori casa, tra amici e birra a fiumi mi avrebbe migliorato il morale.
Arriviamo al locale verso le dieci e mezza di sera, il locale è strapieno e siamo costretti ad aspettare all'aperto che si liberi qualche posto. Giusto per rendere l'idea, era uno dei più rigidi inverni che riesca a ricordare, ed aspettammo quasi un'ora di fronte al locale, prima che ci avvisassero di un posto quasi libero. Quasi libero era il loro modo per dire "accomodatevi al bar, il tempo di consumare qualcosa e vi prepariamo il tavolo". Ed infatti durante l'attesa ci scoliamo una zeroventi e parliamo delle solite stronzate.

 

Poi finalmente il cameriere ci avvisa che il tavolo è pronto, e ci fa accomodare. Altri venti minuti e la nostra ordinazione, un dosatore da 3 litri e mezzo di birra torbida, ci viene portato al tavolo dalla solita cameriera attraente. E' simpatica, Francesca. Flirta con noi quel tanto che basta per farci amare questo posto senza nutrire speranze su di lei. Immagino che sia fidanzata con un'altro cameriere con cui scherza sempre, ma non ne sono sicuro.
Comunque, ci riempiamo i bicchieri, leviamo i calici in onore al pupo, e ci perdiamo tra discussioni filosofiche, videoludiche e sessuali. Ad un certo punto, alzando lo sguardo vedo lei, Roxy.
Sta nel tavolo di fronte al nostro, assieme ad un gruppo di possibili suoi amici. Sorride ed ammicca a tutti, ed ascolta con attenzione ogni parola che le viene rivolta, mentre guarda il suo interlocutore con profondi occhi azzurri.
Eppure percepisco il suo nervosismo. Tocca continuamente i suoi capelli rossi, si passa le dita in quell'intreccio cremisi, arrotola un ciuffo di capelli scarlatti su un dito. E si guarda intorno.
Si guarda intorno come se volesse fuggire. Fuggire dal patetico esemplare alla sua destra di maschio timido e noioso, che di fronte ad una bella ragazza come lei diventa il più abile oratore; fuggire dal belloccio ma vuoto ragazzo che le sta davanti, il Daniele Interrante dei poveri, che le parla con parole prive di senso; fuggire dal fin troppo normale uomo alla sua sinistra, che le guarda continuamente la scollatura mentre gesticola e racconta le sue avventure.
Io la osservo, Roxy, mentre tiene a bada con i suoi cicalecci quei tre, che aspirano al solito obbiettivo, il suo frutto più intimo e nascosto.
E mentre si guarda intorno, Roxy vede me. Vede un ragazzo mediocre, con i capelli abbastanza lunghi da dover essere tenuti da una fascia. Vede un ragazzo dal volto sorridente, con la barba di una settimana che ombreggia le sue guancie. Vede un ragazzo come altri, nel cui sguardo può sentire un calore che non sente da tanto, troppo tempo.
Così la serata prosegue, tra incroci di sguardi e scambi di sorrisi, mentre lei è assediata dai 3 spasimanti, ed io dai miei amici. Ed è con loro che mi confido, parlo come un uomo innamorato, e tesso le lodi di quello splendido esemplare di donna che risponde al nome di Roxy.
Parlo del suo viso, dolce ma deciso; dei suoi occhi, azzurri e profondi come il mare; parlo del suo collo, morbido e sinuoso; i suoi capelli, color del fuoco, che paiono prendere vita, mentre Roxy li avvita, li muove, li tortura con le sue mani affusolate. Parlo di quella bocca, quelle labbra che immagino sappiano di ciliegia, il cui sapore anelo e bramo, ma che si limitano a sorridermi da lontano.
Loro mi prendono in giro, i miei amici. Non sanno, o forse non vogliono ammettere, che è possibile innamorarsi così, di punto in bianco. Ed è proprio quel che è successo tra me e Roxy: al primo incrocio di sguardi, al primo discorso silente, il mio cuore era suo, così come il suo cuore apparteneva a me.
Per tutta la sera abbiamo giocato a rincorrerci, io e Roxy.
Sguardi, sorrisi, cenni. Ogni tanto il suo sguardo incrociava il mio, ed in quei momenti pareva che il tempo si fermasse, che io e lei fossimo seduti allo stesso tavolo, uno di fronte all'altra, e parlassimo di noi, di quanto vuote ci paiono le persone attorno a noi. Mi racconta dei 3 ragazzi attorno a lei, dei loro difetti e del fatto che non siano interessati a lei, quanto al suo corpo mozzafiato. Mi racconta con uno sguardo del tizio alla sua destra: è tutta la sera che le parla, incurante della sua ragazza accanto che lo guarda male. Roxy non ne può più del suo ciarlare, e vorrebbe zittirlo una volta per tutte. E invece continua a sorridere ed annuire.
Ma tutto questo è solo un viaggio onirico: per tutta la serata io e Roxy rimaniamo ai propri posti e nessuno dei due osa alzarsi e fare il primo passo, per paura di aver frainteso, o sbagliare momento. Così la sera arriva al suo epilogo, e mentre chiedo al cameriere di portarci il conto, Roxy si alza, mostrando una impeccabile silouette, su cui i larghi fianchi stonano appena. Indossa un vestito rosso da favola, che stuzzica la fantasia maschile: chiunque la guardi può indovinare le sue forme sotto al vestito, io addirittura arrivo a percepire la freschezza della sua pelle. Poi Roxy indossa il suo soprabito scarlatto e si avvia verso l'ingresso, muovendo un abbondante ma splendido sedere, racchiuso in una semplice gonna jeans. Mi ritrovo a parlarle a voce alta:
- Girati un altra volta verso di me - dico, - e mi basterà questo. Ti ricorderò per sempre come l'amore di una sera, e potrò rievocarti nei miei sogni.
Ma il chiasso del locale copre le mie parole. L'ultima cosa che sento è il ticchettio dei suoi tacchi a spillo che si allontana, mentre nel mio cuore si apre una piccola ma ben visibile crepa.
Sorrido amaramente ad i miei amici, che gia se la ridono di gusto per la mia debolezza. Poi, inaspettatamente, lei torna indietro di qualche passo e mi guarda. Mi sorride, senza distogliere i suoi occhi dai miei, e mi fa sentire come se la conoscessi da tempo.
In un solo istante vivo un'intera vita con lei. Immagino di esserle corso dietro, di averla conosciuta finalmente. Il suo vero nome ovviamente non è Roxy, ma Veronica. Roxy è solo un nome affettuoso che ho usato per sentirmi più vicino a lei. Ma Veronica è una persona vera, non un'invenzione: studia giurisprudenza e lavora in uno studio legale come segretaria. Rimaniamo a parlare per pochi istanti, ma è gia qualcosa. Ci scambiamo i numeri, e ci salutiamo con una strizzata d'occhio.
Qualche giorno dopo la contatto, ci organizziamo una cosa semplice, cinema e pizza. La serata è sconvolgente: al cinema ci baciamo subito, e fino a fine proiezione non ci separiamo. Usciamo dalla sala mano nella mano. Dividiamo una pizza, e poi ci allontaniamo. La finiamo a casa sua, dove ci lasciamo andare a baci appassionati. Subito dopo, ci ritroviamo sdraiati sul letto, ancora avvinghiati in un bacio incredibile.
La allontano dolcemente, e con delicatezza le sfilo il vestito, scoprendo una biancheria coordinata in pizzo nero. Riprendo a baciarla, mentre le mie mani si muovono da solo verso il meccanismo di sganciamento del reggiseno. Lei mi ferma:
- E' sul davanti - dice, mordendomi un labbro con passione, mentre sorride maliziosa.
Ricambio il sorriso, e mi metto all'opera. Pochi istanti più tardi, un paio di bellissimi seni rosa mi si parano davanti. Non resisto, e subito allungo una mano per strizzarne dolcemente la morbida carne. Veronica emette un gemito di piacere, e subito la mia mente si fa bianca.
Da quel momento siamo inseparabili, io e lei. Compriamo casa, ci trasferiamo ed abbiamo tre figli. E viviamo la nostra vita insieme con gioia e serenità.
Poi torno in me: Roxy distoglie lo sguardo ed esce dal locale, sempre sorridendo. Scorgo un luccichio sul suo viso, forse una fugace lacrima. Ma scaccio questa folle idea, e torno del tutto alla realtà.
Il resto della serata sarà una noia abissale.

Alcune persone dicono che il colpo di fulmine non esiste, è solo un meccanismo che scatta nel nostro cervello per giustificare un'attrazione immediata verso una persona; c'è chi dice che è impossibile innamorarsi di una persona vista in un locale, si tratta solo di attrazione, niente di più.
Io dico che Roxy, o Veronica, o comunque vogliate chiamarla, è una realtà; dico che può succedere a chiunque, un giorno, di incontrare la persona della loro vita, in qualunque contesto. In quel momento sta a noi decidere se agire, e cercare di inseguire il nostro sogno, o vivere quei brevi ma intensi attimi, e portare per sempre con noi il ricordo di questa avventura.
Stavolta ho scelto di vivere l'attimo, invece di coglierlo. Stavolta ho preferito la realtà ad un sogno. Stavolta ho perso un'occasione; un'opportunità che capita spesso, ma che non tutti hanno il coraggio e la prontezza per cogliere.
Mi resta solo una consolazione: Roxy, Veronica o qualunque sia il suo nome, vivrà nei miei ricordi. Nei miei sogni ella potrà essere qualsiasi cosa per me: un'amica, un'amante, un amore. Questo non significa rinunciare ai sogni, ma credere che essi, prima o poi, potranno avverarsi.
E nel frattempo, noi continuiamo a sognare.

14 commenti:

D. ha detto...

ah les femmes ! [ah les hommes !] ... molto carino il racconto (e il nostro dov'è finito ? :-) )

ferroviedellostato.reclami ha detto...

quest'anno con la crisi economica, non c'erano il bue e l'asinello ad alitare sul bambinello..

bensi due scatolette di simmental

Driller ha detto...

@D:
Orpo, mi son dimenticato della nostra opera :D
Appena posso mi do da fare ;)

@Ferrovie:
é normale che il 99% delle volte non capisco l'attinenza dei tuoi commenti?

kurdt ha detto...

Coraline.

Mi sono innamorato di una francese, che m'amava pure lei, lo so perchè me l'ha detto.

Peccato che sia fidanzata.
Ripartita stamattina.

Che vita di merda.

Driller ha detto...

Hai la mia solidarietà, cuddu gunnu!

HeelFly ha detto...

una piccola luce nella monotonia del momento. a vole sembra quasi che andiamo a ricercare uno sguardo altrui pur di fuggire dal presente.
pensa che io mi sono innamorata di un sogno. Ma la persona sognata prima o poi la vedrò anche dal vivo no? :)

xoxo FF

Driller ha detto...

HeelFly, non so rispondere alla tua domanda. Ma per quanto mi riguarda, spero sempre di incontrare le persone migliori che sogno, anche se finora non è ancora accaduto :P

Anonimo ha detto...

Meglio vivere il momento, le donne spesso e volentieri diventano tanto tanto piatte e squallide quando arrivi a conoscerle.

Driller ha detto...

Immagino sia la voce di Dio a dirlo... beh, finora non mi è mai capitato di conoscere una ragazza in un locale, quindi non saprei... però è vero che spesso chi ti affascina per l'aspetto non ti piace più una volta conosciuto.

D. ha detto...

eh si perché domani mattina alle otto suono il campanello :-)

Driller ha detto...

Diz, carissima, ho mandato il racconto al nostro correttore di bozze (Kurdt). Il consiglio principale è di ampliare il racconto, che è troppo breve :P
Col tuo permesso mi ci metterei sopra... sempre se non vuoi di nuovo collaborare ;)

Anonimo ha detto...

Sì, dio fu (o dio fa).
La mia memoria è scarsa, e l'account su blogspot proprio no.

Sh.

Anonimo ha detto...

un post da sogno...è da tempo che cerco di sapere chi è la ragazza nella foto che tu ai postato..hai qualke info?

Driller ha detto...

Purtroppo no... sai che da quando l'ho trovata su google immagini, penso spesso a questa foto? ha un carisma non indifferente...
Svolgerò qualche ricerca, se scopro qualcosa ti faccio sapere...
chiunque tu sia ;)

Posta un commento